L’anfiteatro

L’anfiteatro romano di Sutri, la cui edificazione è collocabile intorno al I secolo a.C – I secolo d.C., rappresenta il cuore dell’identità sutrina.
Monumento

Indirizzo

Via Cassia, SP82

Modalità di accesso

Accesso consentito secondo orari di apertura

Descrizione

Scavato interamente nella collina tufacea che sorge ai piedi del Bosco Sacro, questa imponente opera è stata realizzata tra il periodo tardo repubblicano e l’inizio dell’età imperiale di Roma, con una tecnica molto simile a quella etrusca. L’Anfiteatro, costruito su pianta ellittica, poteva contenere circa settemila spettatori ed è ripartito in tre ordini di gradinate, divise per ceto sociale: “lima cavea”, la prima fila, riservata ai ceti di rango senatorio, la “media cavea” ed infine la “summa cavea” destinata al popolo. Alle gradinate si poteva accedere attraverso i “vomitoria”, gli ingressi laterali, accessibili dal “deambulacro” che gira tutt’intorno all’arena.

L’anfiteatro venne parzialmente riportato alla luce tra il 1835 e il 1838 dalla famiglia Savorelli, proprietaria del terreno. Fino agli inizi del XIX secolo, infatti, la costruzione era completamente interrata e utilizzata per le coltivazioni agricole. Simili all’anfiteatro di Sutri esistono solamente due esempi al mondo, realizzati completamente nella roccia, a Cagliari e a Leptis Magna (Libia).